Trattamento Chirurgico della Diastasi dei Muscoli Retti

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DI COSA SI TRATTA

La Diastasi dei Muscoli Retti è una patologia comune che comporta una separazione anomala dei muscoli addominali, spesso a seguito di gravidanza, aumento di peso o interventi chirurgici.

Il Dott. Vincenzo Maria Greco offre soluzioni innovative e mini-invasive per il trattamento chirurgico della diastasi addominale. Grazie alla sua esperienza e all’approccio tailored (personalizzato), il Dott. Greco garantisce ai pazienti risultati ottimali, recuperi più rapidi e una qualità di vita nettamente migliorata.

Per diastasi , dal greco διάστασις  “allontanamento” , si intende una condizione caratterizzata dall’aumento della normale distanza che intercorre tra i due muscoli retti dell’addome dalla linea mediana. 

Per essere definita tale (IRD: inter-recti distance) deve essere maggiore di 2 centimetri; una distanza inter rettale di 2 cm può essere ritenuta fisiologica ed efficacemente trattata con fisioterapia mirata.

DEFINIZIONE

Secondo le linee guida EHS (European Hernia Society) pubblicate nel 2021, questa è la classificazione da adottare in caso di DIASTASI :

TIPOLOGIA DISTANZA TRA I MUSCOLI RETTI CONCOMITA ERNIA SULLA LINEA ALBA
T1: dopo gravidanza
D1: > 2-3 cm
H0: senza ernia
T2: + adiposità localizzata
D2: >3-5 cm D3: > 5 cm
H1 : con ernia

In base alla distanza trai due muscoli retti l’EHS  distingue pertanto chiaramente : 

1.Diastasi di grado lieve, distanza dai 2 ai 3 cm (D1)

2.Diastasi grado moderato, distanza tra i 4 ei 5 cm (D2)

3.Diastasi grado severo, distanza maggiore dei 5 cm (D3)

Diastasi Addominale: Sintomi, Cause e Soluzioni

Cause principali della diastasi addominale

  • Gravidanza: Durante la gestazione, i muscoli si distendono naturalmente, ma in alcuni casi la separazione non si risolve spontaneamente entro 8 settimane dal parto.
  • Obesità e lassità muscolare: Un’eccessiva pressione sull’addome può favorire la diastasi.
  • Calo di peso repentino, che può compromettere la tonicità dei muscoli addominali.
  • Fattori genetici, con predisposizione alla debolezza muscolare.
  • Lavori pesanti, soprattutto negli uomini, che possono sviluppare diastasi associata a ernia ombelicale.

Sintomi della diastasi addominale

La diastasi dei muscoli retti dell’addome può causare diversi sintomi, tra cui:

  • Rigonfiamento addominale (bulging), più evidente durante sforzi fisici e contrazione degli addominali.
  • Addome disteso con senso di pesantezza costante.
  • Problemi intestinali, come alterazione dell’alvo e difficoltà digestive.
  • Incontinenza urinaria, con perdite di urina durante tosse, risate o sforzi.
  • Dolore lombare, che può peggiorare fino a diventare invalidante.

I sintomi più comuni e invalidanti

  • Lombalgia: Il dolore alla schiena è il sintomo più frequente, causato dalla mancanza di supporto dei muscoli addominali alla colonna vertebrale. Con il tempo, il dolore posturale peggiora.
  • Incontinenza urinaria: È il sintomo più invalidante, con perdite involontarie di urina dovute alla debolezza del pavimento pelvico.

Perché si verifica la diastasi addominale?

L’aumento della pressione interna provoca un rigonfiamento della linea mediana, evidente soprattutto quando si solleva il busto da sdraiati. Questo può manifestarsi con il tipico “segno delle 4 dita” o una protrusione visibile, causando anche un impatto estetico significativo.

In alcuni casi, la diastasi può essere associata a ernia ombelicale o epigastrica, rendendo necessario un intervento chirurgico con impianto di una protesi per la ricostruzione della parete addominale.

Come trattare la diastasi addominale?

Se la diastasi non si risolve spontaneamente, è possibile ricorrere a esercizi specifici, fisioterapia o, nei casi più gravi, a un intervento chirurgico. Riconoscere i sintomi e intervenire tempestivamente è fondamentale per prevenire complicazioni posturali e migliorare la qualità della vita.

🔎 Se sospetti di avere una diastasi addominale, consulta uno specialista per una valutazione approfondita!

Diastasi Addominale: Diagnosi, Trattamenti e Recupero Post-Operatorio

Come diagnosticare la diastasi addominale?

Per una corretta valutazione della diastasi addominale, è necessaria una visita specialistica chirurgica. L’ecografia e/o la TC addominale senza mezzo di contrasto, eseguite con la manovra di Valsalva, permettono di misurare con precisione la distanza tra i muscoli retti.

Quando è necessario l’intervento chirurgico?

  • Diastasi lieve (<2 cm) → Può essere trattata con esercizi specifici per rinforzare addominali e pavimento pelvico.
  • Diastasi sintomatica o in accrescimento → Richiede chirurgia se associata a:
    • Ventre pendulo
    • Ernia ombelicale
    • Problemi funzionali e posturali

Nelle donne in età fertile, è consigliabile posticipare l’intervento, se prevista gravidanza futura.

🔹 Finalità dell’intervento: Ripristinare la funzionalità della parete addominale, migliorare postura e qualità di vita. Se presente un importante inestetismo, può essere associata un’addominoplastica vera con reimpianto del peduncolo ombelicale in collaborazione con lo specialista di chirurgia plastica. Nei casi di modesta adiposità localizzata, la mini addominoplastica può essere invece eseguita dal chirurgo generale.

Tecniche chirurgiche per la diastasi addominale

1. Intervento tradizionale (incisionale)

  • Indicato per pazienti con ventre pendulo o adiposità localizzata.
  • Incisione bikini (Pfannenstiel) simile a quella del cesareo.
  • Durata: Circa 2 ore, in anestesia generale.
  • Procedura:
    • Ricostruzione della parete addominale con tecnica Rives-Stoppa.
    • Posizionamento di rete biocompatibile per stabilizzare i muscoli.
    • Drenaggi per ridurre il rischio di complicanze.

2. Intervento mini-invasivo (TESAR – Totally Endoscopic Sublay Anterior Repair)

  • Ideale per pazienti molto magri, senza eccesso di adipe.
  • Non viola la cavità addominale, riducendo il rischio di danni agli organi interni.
  • Durata: Circa 3 ore, in anestesia generale.
  • Procedura:
    • Tre piccole incisioni per l’inserimento degli strumenti.
    • Distensione cutanea con CO₂ per creare spazio di lavoro.
    • Riparazione della diastasi con rete biocompatibile, fissata con colla di fibrina o punti di sutura.
    • Riposizionamento dell’ombelico e chiusura delle incisioni.

Nota: Il metodo TESAR non permette la mini-addominoplastica.

Recupero post-operatorio

Tempi di recupero

  • Chirurgia endoscopica: 10 giorni per attività leggere, 20 giorni per attività più intense.
  • Chirurgia tradizionale: 15 giorni per attività leggere, 30 giorni per attività più intense.

Guaina post-operatoria

  • È fondamentale indossare una guaina elastocompressiva per 40-60 giorni.
  • Evitare sforzi fisici intensi e attività sportive per circa 40 giorni.

 

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